lunedì 23 marzo 2020


VERONA

A zonzo per Verona…in attesa di arrivare a San Fermo (1 di 2)


INTEGRAZIONE SANT’ANASTASIA:
52 STEMMA FREGOSO 53 STEMMA ORNANO 54 NICHESOLA 55 MERZARI 56 IGNOTO

EX CASA EMILEI IN VIA PIGNA: 57-58 STEMMA EMILEI E DELLA SCALA? 





 (foto del 22/7/14)


52 FREGOSO Di quest’arma abbiamo già parlato qui https://bianchetti-araldica.blogspot.com/search?q=fregoso, il 10 gennaio 2018. Quella proposta allora sta ai piedi dell’altare anch’esso recante uno stemma che avevo omesso di mostrare in quell’occasione. Rimedio ora (FOTO 1).




53 FRANCESCO MARIA ORNANO DI CORSICA  Il De Betta di questo stemma si limita a dire che “quantunque in marmo […] è colorito” (FOTO  2-3 un po’ sfocata…).  Aggiunge poi che alla base dell’altare è visibile un emblema, dal quale dedurre il cimiero: un leone tenente con la branca anteriore destra una spada (FOTO 4). Erroneamente ho attribuito con post di data 8/12/2017 (https://bianchetti-araldica.blogspot.com/search?q=mazzanti) questo emblema alla famiglia Mazzanti. Un altro identico appare sul pavimento ai piedi dell’altare (FOTO 5).





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54 NICHESOLA Su questo nebuloso minuto il De Betta si spende citando di quanti pezzi risulti composto in ciascuna arma da lui censita, dicendo che quello di S. Anastasia (FOTO 6-7-8)  è di sette pezzi.






55 MERZARI Stemma che io trovo meraviglioso. Il De Betta non usa aggettivi, di solito, ma concorda. Altri dicono quest’arma Merzari essere quella dei Pezzarol (una testa d’aquila, invece). Sempre il De Betta ci dice che infinite furono le discussioni in merito tra Gianfilippi, Cipolla e Biancolini (lo stesso Biancolini del libro sulle chiese di Verona citati nell’ultimo post pubblicato). Noi teniamo per buono quel che ci dice il De Betta: Pietro Merzari (e bellissimo). (foto 9-10-11)





56 IGNOTO Dovevo scoprire solo dopo svariate contorsioni (per poterlo fotografare) che questo splendido seminato di stelle ad otto raggi, alla banda caricata di tre torte (o bisanti) era già ignoto ai tempi del De Betta che lo mette appunto al n. 119 delle armi non attribuite.         Probabilmente all’epoca però non gli avranno addossato un armadio… (foto 12-13-14)






57 EMILEI  e 58BDELLA SCALA? Stemma presente sulla casa in Via Pigna, già della famiglia Emilei. L’altro stemma potrebbe essere: Faccioli, Costantini, Fabbri…somiglianti ma a volte mi pare di vederci una pianta tra i due leoni controrampanti e sostenenti. Alle volte invece ci vedo “solo” la scala dei Della Scala (foto 15-16-17-18)











martedì 17 marzo 2020




VERONA S. PIETRO MARTIRE: 48 STEMMA CRESCENZI.
VIA S. FELICITA 49 STEMMA GIUSTI 
S. FELICITA 50 51 STEMMI IGNOTI?
   (foto del 22/7/2014 E 9/8/15)



 
48 CRESCENZI Dell’arma parlante Crescenzi de Navarino il De Betta non dice nulla. Riporta però un blasone che parla di un di rosso a tre cotisse d’argento che ci permette di comprendere come non ci si trovi di fronte ad una banda di diverso smalto rispetto al campo, bordata e caricata di un filetto di ulteriore altro smalto. Dimenticando le tre cotisse, quindi, possiamo blasonare correttamente l’arma in un: di rosso ad una terza, accompagnata da tre crescenti montanti, il tutto d’argento.
Interessante l’evoluzione del termine “crescente”: un tempo la locuzione “montante” che indicava la posizione del medesimo crescente con le punte verso l’alto non veniva specificata. Oggi si preferisce farlo (in controtendenza rispetto ad altri termini, ad esempio “rampante” riferito al leone, che spesso anticamente veniva introdotto nei blasoni e oggi va assolutamente omesso) al pari delle altre posizioni del montante (volto: con le punte verso il fianco destro; rivolto: punte a sinistra; rovesciato: punte verso il basso). FOTO 1 

49 GIUSTI
Ne abbiamo già parlato qui https://bianchetti-araldica.blogspot.com/search?q=GIUSTI.
In entrambi gli stemmi proposti (cimitero monumentale e Duomo) era presente la sola testa umana di profilo. Il De Betta parlava anche di una versione inquartata con un’aquila. Particolare interessante: l'arladista cita lo stemma qui proposto come collocato in Via S. Felicita 3 che è anche l’indirizzo attuale, il che indica come la numerazione civica in tale zona della città non abbia subito mutazioni da almeno 100-120 anni). FOTO 2 

50 51 S. FELICITA (CHIESA SCONSACRATA) STEMMI IGNOTI?
Ed eccola S. Felicita, ex-chiesa oggi ristorante (FOTO 3-4-5-6-7). Al suo interno è visibile un’arma d’oro a tre gigli di rosso male ordinati (si noti la particolarità del primo giglio a doppio petalo laterale. Si vedano FOTO 8 e FOTO 6 freccia più in basso). Questo vistoso e visibile stemma, il De Betta nemmeno lo cita. Mi sono fatto un’idea del perché, partendo dall’idea che la chiesa, come detto, non è più tale, e forse ho trovato conferma dalle poche righe treperite in rete relative alla sua storia. Come sospettavo infatti, la sua soppressione risale all’Ottocento (1806) e da lì in poi l’edificio è stato adibito ad usi civili dai privati che lo acquistarono. Proprio mentre il De Betta stilava il suo armerista poi, lo stabile fu interessato da lavori, tra cui lo strappo di numerosi affreschi. Probabile insomma che all’epoca della stesura debettiana la ex S. Felicita non fosse accessibile. Anche il Biancolini nel suo libro secondo delle Notizie storiche delle chiese di Verona (1749) non dice nulla (o meglio io non ho trovato alcun riferimento, operando delle stringhe di ricerca nella versione ebook…non l’ho letto tutto…). Anche i “Fugger” riferentesi a famiglie veronesi, vicentine, veneziane non pare restituiscano stemma simile, salvo mie sviste. Anche di un altro stemma (freccia più in alto in foto 6), sempre con gigli, non so dire nulla.











giovedì 27 febbraio 2020

VERONA DUOMO N. 45-46-47 STEMMI NAVAGERIO, PISANI (si veda anche post del 10/01/2018), NORIS  -FINE SEZIONE DUOMO DI VERONA foto 2011. Segue integrazione S. ANASTASIA  con foto del 2014- 



45 BERNARDO NAVAGERIO (foto 1-2)

Il Crollalanza (C.) ci dice che gli smalti sono diversi da quanto si vede nel pavimento del Duomo: l’arma secondo lui era un “di verde a due bande d’oro” mentre qui possiamo ammirare un “d’argento, alla gemella in banda accompagnata nel cantone sinistro del capo da una crocetta latina e patente, il tutto d’oro”. Sempre il C. afferma che la crocetta fu aggiunta da un ramo della famiglia. Il De Betta riporta che altro araldista (Freschot) voleva le bande (gemella in banda?) d’argento e solo la crocetta d’oro (il campo verde anche secondo lui).  Il C. ricorda come Bernardo fosse ammesso dapprima al Consiglio dei Dieci e poi in quello dei Savi e come nel 1516 fosse creato Cardinale da Pio IV che poi lo volle amministratore perpetuo del vescovado di Verona;

46 PISANI  (foto 3-4)

Si veda anche post del 10 Gennaio 2018 https://bianchetti-araldica.blogspot.com/search?q=pisani. Qui aggiungo soltanto che delle innumerevoli versioni dell’arma (e relativa differenziazione familiare dei Pisani di Venezia) riportate dal C., l’unica che potrebbe ricordare quella che propongo è quella dei Pisani , “conti dell’impero Austriaco col predicato di Bagnolo”, che ripropone un troncato d’argento e d’azzurro, al leone dall’uno all’altro e dell’uno nell’altro (mi sfugge come la concatenazione “dall’uno all’altro e dell’uno nell’altro” possa riguardare una sola figura…). Catholic-hierarchy.org ci informa che i Sebastiano Pisani vescovi di Verona, furono due. Il primo esercitò tale carica dal 6 Ottobre 1653 al 9 Dicembre 1668, prima di diventare Arcivescovo di Tessalonica. Quando morì gli fu assegnato il titolo di Vescovo Emerito di Verona (+ 1670). Quello che ci riguarda da vicino (titolare dell’arma fotografata) è il secondo Sebastiano, vescovo di Verona dal 10 Dicembre 1668 (il giorno dopo delle dimissioni del primo Sebastiano) al 5 Agosto 1690, data della morte confermata dall’iscrizione.

49 Card. ENRICO NORIS (foto 5-6)

A parte le varie versioni del blasone fornite dal De Betta (che cita Gianfilippi, Freschot e Verza) e del C. in questa sede osservo solo che in altri testimoni è presente, secondo alcuni tra questi autori, una rosa anziché una stella. La fotografia scattata da posizione non certo ottimale, riesce comunque a dare conto di questa seconda versione, nell’arma del prelato veronese. Sempre il C. nel suo datato blasone non indica stella o rosa di sorta e definisce il Cardinal Enrico come “celebre”.

FINE SEZIONE DUOMO DI VERONA foto 2011. PROSSIMA: INTEGRAZIONE DUOMO con foto del 2014.









martedì 22 ottobre 2019

VERONA DUOMO N. 44 STEMMA CON CANE COLLARINATO (BETTI? BIANCHI? OCCHIODICANE?)





Ci sono cani che quando li incontri iniziano ad abbaiare a più non posso e creano una grandissima confusione. Eppure a loro, il loro dire deve apparire come chiarissimo tramite di frasi coerentemente concatenate. Da questo punto di vista pertanto, la confusione sarà imputabile esclusivamente a chi osservi il cane e non a quest’ultimo.
Mai come in questo caso.
Siamo nel Duomo di Verona (da un bel po’, come noto a chi faccia visita al Caffè) eppure di questo stemma ecclesiastico replicato in due esemplari "affrontati", il De Betta non parla. Cita soltanto A) una famiglia Betti, il cui cane collarinato dovrebbe essere sostenuto da “una piccola terrazza” (come quello che lui dice essere in Sant’Eufemia), ma poi nel disegno si dimentica del piccolo accessorio e lo presenta pertanto isolato nel campo tale e quale a questo del Duomo; e B) un’arma di Agostino Bianchi posta in San Bernardino (che io non ho saputo reperire, stando alle foto relative alla mia visita risalente al maggio 2018), peraltro identica alla precedente, cioè costituita da un cane sostenuto da una piccola terrazza (stavolta riprodotta anche nel disegno) e collarinato. Ma come detto, di questi due cani in Duomo il De Betta non parla proprio. Mettiamoci pure l’inesperienza del fotografo, araldista ai primi passi (anno 2011) che ha immortalato soltanto i particolari, omettendo di eseguire una foto totale che testimoniasse di un’eventuale lapide (o ne escludesse l’esistenza) e il pasticcio è fatto. Di certo in una situazione di confusione, il “Fugger” BSB COD. ICON 276 che tratta di stemmi veronesi e vicentini, non poteva che aggiungerne altra. L’artista, non curandosi minimamente di Betti o Bianchi (famiglie di formazione più recente o ignoranza?), effigia un unico cane rivolto, abbinandolo alla famiglia Ochio di Cane che non ha il benché minimo riscontro nel De Betta. Intendiamoci: il Crollalanza dà conto della presenza in Verona della famiglia Occhio di Cane ed è famiglia anche di primaria importanza. Soltanto che il De Betta non la cita nemmeno una volta, e ciò vuol dire che secondo lui inella città dell'Arena non esistono più reperti araldici che la riguardino, già all’epoca in cui egli viveva. Quindi secondo il nostro autore questo del Duomo non è emblema araldico ad essa riconducibile. Il che mi andrebbe bene, se solo si ricordasse di segnalare almeno il reperto (magari abbinandolo ad altra famiglia) cosa che, invece, come appena detto, non fa. Ed è strano, vista la sua meticolosa precisione e la visibilità del manufatto. Va da sé che essendo quello in causa uno stemma ecclesiastico (vescovile, immagino) il fatto che esso non si riferisca a titolare veronese è del tutto plausibile, ma occorre osservare che l’opera del De Betta, al contrario di quelle redatte da altri suoi colleghi, non sia una raccolta di stemmi di famiglie veronesi, ma di stemmi presenti fisicamente in Verona, siano essi appartenenti a cittadini scaligeri o forestieri. Help.

mercoledì 16 ottobre 2019

Alcuni scatti dal II Convegno Internazionale di Araldica tenutosi in Buggiano (PT) il 5 Ottobre scorso.
A chi fosse interessato segnalo che su Academia. edu pubblicherò a breve il mio intervento "Signa in nive, Tre stemmi di periferia in Valle sabbia: considerazioni sull’attuale “percezione” araldica", in attesa della pubblicazione degli Atti.
Per quanto riguarda le foto degli stemmi qui riportate, esse rappresentano solo un assaggio dei novanta stemmi visibili sulle pareti (e all'interno del Palazzo Pretorio in Buggiano). Filippo Gianchecchi e Maurizio Carlo Alberto Gorra hanno provveduto ad un accuratissimo censimento dal quale è nato un prezioso CD: "Gli stemmi del Palazzo Pretorio di Buggiano".