giovedì 9 maggio 2019
mercoledì 1 maggio 2019
Carissimi è con vero piacere che allego la locandina e il programma completo del 2° Convegno Internazionale sull'Araldica che si terrà nel Palazzo Pretorio di Buggiano Castello (PT) Sabato 5 Ottobre 2019. Il tema è assai intrigante: Araldica in periferia, stemmi di frontiera: luoghi situazioni contenuti.
Invito tutti a leggere il programma per farsi un'idea più precisa dell'argomento proposto.
Io ho scelto di parlare di tre "situazioni periferiche" legate ad altrettanti stemmi della mia zona (il testo è quasi pronto, poi la partecipazione è sempre "salvo imprevisti"). Qui da me la "periferia" non manca. Grazie per l'attenzione.
Invito tutti a leggere il programma per farsi un'idea più precisa dell'argomento proposto.
Io ho scelto di parlare di tre "situazioni periferiche" legate ad altrettanti stemmi della mia zona (il testo è quasi pronto, poi la partecipazione è sempre "salvo imprevisti"). Qui da me la "periferia" non manca. Grazie per l'attenzione.
ps: Prego verificare il valore assoluto dei membri del Comitato Scientifico, senza contare il Patrocinio dell'Académie Internationale D'Héraldique (AIH).
martedì 2 aprile 2019
Stemmario
Benacense, Toscolano Maderno (BS), pieve di Sant’Andrea. STEMMA MINIO?
Non mi pare di
vedere censito questo stemma in alcuno stemmario da me consultato, nemmeno tra
gli incerti o anonimi. Il fatto che tali opere trattino solitamente di armi
appartenenti a famiglie di Brescia e dell’attuale sua provincia e non di armi
presenti sì sul territorio in questione ma assegnabili a famiglie non
bresciane, potrebbe avvalorare l’ipotesi di trovarci di fronte ad uno stemma
della famiglia veneziana dei Minio. La presenza dei due pastorali incrociati e
accollati dallo scudo potrebbero poi indicare arma vescovile. L’unico vescovo presente
in http://www.catholic-hierarchy.org
con tale cognome è Domenico Minio, che occupò la carica in Caorle (VE) dal 24
Aprile 1684 al 5 Giugno 1698, data della morte. In realtà altrove si testimonia
anche di un altro vescovo Minio, anche lui Domenico e titolare della cattedra
di Equilio nel XII secolo, ma ovviamente non può avere alcun rapporto con lo
stemma da me qui descritto.
Ringrazio vivamente l’amica Elena Leali per la
segnalazione.
sabato 27 ottobre 2018
VERONA DUOMO N. 34-35-36-37-38-39-40 STEMMI
CARTOLARI, BIANCHINI, BOLDERIO (?), PONZONI-FRANCHINI PALTONI-CASTELLO
Riprendiamo le
buone e vecchie abitudini lasciate il 3 Febbraio scorso (se si esclude la
parentesi del Cimitero Monumentale, di poco successiva): stemmi veronesi.
In foto 1 il
troncato d’oro e d’argento, alla fascia scorciata doppiomerlata d’azzurro dei
CARTOLARI. Il De Betta dice che in Duomo è presente un altro stemma oltre a
questo del terzo altare di sinistra (esattamente in una lapide molto corrosa
nel chiostro).
In foto 2 lo stemma di FRANCESCO BIANCHINI,
VENEZIANO. E’ probabile che sul tutto ci sia, come spesso accade, lo stemma
primigenio (il leone con il giglio d’argento su campo azzurro) in quanto il
Gianfilippi, riportato dal De Betta, considera soltanto questo come stemma
Bianchini. Esiste anche arma pressoché identica a questa in Verona (San Fermo)
che sul tutto riporta però uno scudetto con l’aquila anziché il leone. Ho
consultato il database contenente tutti i nominativi dei vescovi: di Bianchini
ne esistono solo tre, nessuno avente a che fare con Venezia o Verona, uno solo
cronologicamente compatibile (il De Betta parla di 1729) ma soprattutto nessun
Francesco. Ho fatto una breve ricerca online e credo si possa asserire che il
Francesco di cui sopra sia quello di cui si parla qui https://play.google.com/books/reader?id=VepxPm0tY7IC&hl=it&pg=GBS.PR7.
L’indice dell’opera che padre Alessandro Mazzoleni dedica all’arciprete della
Cattedrale di Verona, Gianfrancesco Muselli funge da perfetta sintesi della
vita del Bianchini. Da esso apprendiamo che egli non fu mai nominato vescovo ma
Cameriere d’Onore da papa Clemente XI
(pur non arrivando mai al sacerdozio, “”contento d’essersi obbligato a Dio co’
vincoli de’ suddetti Ordini”, cioè diaconato e suddiaconato, acquisiti nel 1699..
La data di morte è rivelatrice: 1729, come quella scritta dal De Betta. Il
libro del Mazzoleni è di appena sei anni dopo.
In foto 3-4 troviamo
un sepolcro con un’aquila coronata. L’unica aquila coronata riportata dal De
Betta è quella dei Bolderio (di cui abbiamo parlato già qui https://www.facebook.com/groups/211814768987383/search/?query=bolderio
e qui https://bianchetti-araldica.blogspot.com/2017/12/stemmi-in-verona-santanastasia-30-arma.html?fbclid=IwAR2kyZtZFV0jegGseAvAfBQc3DsYBeyFWyrUFNKm805KbeTOt3zOmZsayNE
(riportando lo stemma dell’aquila coronata ma anche del giglio e ricordando un
terzo stemma con scaglione e giglio) e quella riportata con n. 33 e non
attribuita ad alcuna famiglia. Il problema è quest’arma sconosciuta il De Betta
la trova nell’anticamera della Camera di Commercio (e quindi non è questa che
propongo), ma anche che l’autore non associa mai al Duomo alcuna delle tante
arme Bolderio/Boldesio/Boldieri da lui proposte.
Dal De Betta poi
ricaviamo gli smalti dell’inquartato della famiglia cremonese dei Ponzoni (foto
5-6): verde e argento (Gianfilippi e Verza). Ma c’è anche una versione che
preveda il rosso e l’oro (Crollalanza). Solo due vescovi risultano con tale
cognome: Sfortia Ponzoni, fratello del pittore Matteo, nato in Venezia nel 1582
(ma figlio di un cappellaio di origini cremonesi) e vescovo di Spalato; e
Pietro Martire Ponzoni, nato in Cremona nel 1591 e vescovo di Novara.
Né il Crollalanza,
né il Gianfilippi né il Verza blasonano lo stemma di P. Paolo Franchini
canonico. Il De Betta ha potuto visionare un tardivo decreto ministeriale
(1896) relativo all’arma del nob. Antonio, in cui le tre bande erano rosse, il
campo argento e il leone attraversante “del campo”. Se il canonico Pietro Paolo
è quello citato qui https://books.google.it/books?id=-tXRLKaJmzgC&pg=PT462&lpg=PT462&dq=pietro+paolo+franchini+canonico+verona&source=bl&ots=MlGa7Pa_20&sig=myhCGC2kw-33s2tSuO1bz-3NbBM&hl=it&sa=X&ved=2ahUKEwilyduatabeAhURl4sKHR08BRAQ6AEwAHoECAkQAQ#v=onepage&q=pietro%20paolo%20franchini%20canonico%20verona&f=false
si può affermare che ricoprisse medesima carica anche in quel di Trento.
(foto 7)
(foto 7)
Diciamo infine
del bel delfino natante di Francesco
Paltoni, citato anche dal De Betta (foto 8-9) e del castello con leoni controrampanti
risalente al 1580, relativo ai De Castello (10-11).
mercoledì 17 ottobre 2018
STEMMARIO
VALSABBINO – STEMMI VESCOVI IN BRESCIA, FLORA E FAUNA
Adriano Berti
non è solo un appassionato di Araldica nonché, bontà sua, assiduo e fedelissimo
frequentatore del Caffè, ma anche amante vero della Natura e delle sue
sconcertanti bellezze (tanto che al contrario del Barista, non rifugge salite e
fatiche…). Qualche giorno fa mi ha suggerito una bellissima idea, quella cioè
di passare in rassegna stemmi che abbiano al loro interno figure del regno
animale o vegetale. Ovviamente la richiesta andava circoscritta e siccome si
stava parlando dei posti in cui abito ho pensato alla Valle Sabbia e ho pensato
di utilizzare come riferimento (non esaustivo ma assai indicativo) l’”Armerista
Bresciano” del Della Corte. A tale ambito Adriano ha poi suggerito di
verificare la stessa cosa anche per le armi dei vescovi di Brescia (non
“Bresciani”), cosa che ho rapidamente eseguito utilizzando il medesimo testo.
Premessa fondamentale: è stata una semplice passeggiata e quindi lo studio non
riporta dati di certo definitivi o “scientifici”, tuttavia essi non dovrebbero
essere del tutto approssimativi. Mi è venuto in mente di riportare una piccola
statistica e non solo scudi e figure, statistica che riporto brevemente
sintetizzata qui sotto.
ARMI VALSABBINE
CONSIDERATE: 99
ARMI CONTENENTI
ANIMALI E/O VEGETALI: 46 (SALVO ERRORI) (46,46% DEL TOTALE). Non riporto
elenchi ma sono evidenziate in giallo nelle foto
DI CUI ARMI
CONTENENTI SOLO ANIMALI: 29 (29,29% DEL TOTALE, 63% DEGLI STEMMI CONTENENTI
ANIMALI/VEGETALI). Fanno parte degli stemmi evidenziati in giallo.
DI CUI ARMI
CONTENENTI SOLO VEGETALI: 9 (9% DEL TOTALE; 19,5% DEGLI STEMMI COMPRENDENTI
ANIMALI/VEGETALI). Sono: Carlini, Crescini, Giacomini, Piccino, Pirlo, Richini,
Salvini, Vitali.
DI CUI ARMI
CONTENENTI ANIMALI E VEGETALI (compresa la classica “pianta sostenente due
animali controrampanti e ESCLUSA la colomba o altro volatile tenente nel becco
ramoscelli) 8 (8%
DEL TOTALE; 17,39% DEGLI STEMMI COMPRENDENTI ANIMALI/VEGETALI). Sono:
Brescianini, Caggioli, Cortele, Glisenti, Guseo, Vallini, Zanaglio, Zinelli.
Per quanto
riguarda i vescovi, su 64 stemmi considerati (gli ultimi 4 vescovi sono stati
da me considerati anche se assenti nell’elenco del Della Corte, fermo a Mons.
Morstabilini) 25 rientrano nelle nostre categorie (39,06%) e cioè:
|
GIOVANNI
FIUMICELLO
|
|
GUALA DE
RONISS
|
|
JACOPO DE
ATTI
|
|
BERNARDO
TRICARDO
|
|
RAIMONDO
BIANCHI
|
|
ANDREA DE
ATTI
|
|
TOMASO
VISCONTI
|
|
FRANCESCO
LANTE
|
|
TOMASO
PUSTERLA
|
|
GUGLIELMO
PUSTERLA
|
|
DOMENICO DE
DOMINICI
|
|
LORENZO
ZANE
|
|
PAOLO ZANE
|
|
DURANTE
DURANTI
|
|
GIOVANNI
DOLFIN
|
|
VINCENZO
GIUSTINIANI
|
|
PIETRO
OTTOBONI
|
|
MARCO DOLFIN
|
|
GIOVANNI
BADOERO
|
|
GIANFRANCESCO
BARBARIGO
|
|
GABRIO
MARIA NAVA
|
|
CARLO DOMENICO FERRARI
|
|
GIROLAMO
VERZIERI
|
|
GIULIO
SANGUINETI
|
|
PIERANTONIO
TREMOLADA
|
martedì 16 ottobre 2018
Annuncio con piacere
che il mio contributo al Convegno Internazionale di Araldica tenutosi in Oriolo
Romano nel Maggio del 2017, intitolato IL RASTRO DIMENTICATO, ALLE ORIGINI
DELLO STEMMA DI GIOVANNI BATTISTA MONTINI, PAOLO VI, è ora presente nella
biblioteca del Centro Internazionale di Studi e Documentazione Paolo VI
(Concesio -BS- http://www.istitutopaolovi.it/). Ovviamente ho dato l'assenso
alla libera consultazione del medesimo, per chi volesse.
Segnalo comunque che
in ACADEMIA.EDU ho pubblicato il testo riveduto e corretto (solo nella forma e
in una piccola aggiunta alla nota 79) che corrisponderà a quanto verrà
pubblicato negli atti del convegno. Il link per lettura/download è il seguente:
https://www.academia.edu/37596575/IL_RASTRO_DIMENTICATO_Alle_origini_dello_stemma_di_Giovanni_Battista_Montini_Paolo_VI
Grazie a tutti.
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