venerdì 14 giugno 2019

SIRENA A DOPPIA CODA ALCUNI ESEMPI


SIRENA A DOPPIA CODA



Stimolato dal recente post  (SUL GRUPPO F.BOOK "Il Caffè Araldico") sui Carrara di Bergamo ad opera di Gianfranco Trentacapilli, che ringrazio per la attiva partecipazione, vado un po’ a zonzo stavolta più con la fantasia che con il rigore, inseguendo due-tre esemplari di sirena bicaudata che da millenni fa compagnia all’umanità.

E allora partendo dalla pieve di Corsignano (Pienza –SI- foto 1-2-3), passo dallo stemma dei Carrara di Bergamo già pubblicato anche da Gianfranco (foto 4), come detto, e da me fotografato tre anni fa, e da uno stemma ottocentesco (e sempre bergamasco) Carara-Beroa (foto 5-6) del quale inserisco anche il disegnino ricavato dallo Stemmi delle Famiglie Bergamasche del Camozzi-Vertova (foto 7)  e poi vado a Vicenza, dove la sirena, abbandonando stelle e botti si fa emblema degli Schio (foto 8) che stando al Repertorio Genealogico di Francesco Schröder appartennero al Nobile Consiglio di Vicenza, e dai quali nacque Fra Giovanni da Vicenza che nel 1233 trattò la “Pace d’Italia”. La famiglia fu “decorata da Carlo V (nel 1530) dal titolo di Conte del Sacro Palazzo Lateranense e di Cavaliere aureato nelle persone di Girolamo da Schio vescovo di Vaison e di suo fratello. 









Con riferimento al libro di Davide Shamà al quale ho partecipato con la realizzazione di alcuni stemmi dipinti a mano, e di cui do notizia nel post sottostante, informo che la presentazione del medesimo avverà in Napoli , nell'aula magna del Centro Direzionale dell'Università Parthenope, il 25 giugno 2019 alle ore 10.00, nell'ambito del premio "Carlo Afan de Rivera". Ingresso libero.

lunedì 27 maggio 2019

Con vero piacere pubblico la copertina dell'opera di Davide Shamà appena uscita, riguardante storia e genealogia degli Afan de Rivera. Nella parte araldica a fianco di foto di riproduzione di armi provenienti da stemmari antichi, si potranno visionare una trentina di stemmi che il sottoscritto ha realizzato utilizzando terre e pigmenti disciolti in mistura di rosso d'uovo, miele, aceto e acqua, e desumendoli dai blasoni di Maurizio Carlo Alberto Gorra.
Per l'eventuale acquisto rivolgersi direttamente all'autore (Davide Shamà) il cui profilo è visibile su Facebook. Grazie.

mercoledì 1 maggio 2019

Carissimi è con vero piacere che allego la locandina e il programma completo del 2° Convegno Internazionale sull'Araldica che si terrà nel Palazzo Pretorio di Buggiano Castello (PT) Sabato 5 Ottobre 2019. Il tema è assai intrigante: Araldica in periferia, stemmi di frontiera: luoghi situazioni contenuti.
Invito tutti a leggere il programma per farsi un'idea più precisa dell'argomento proposto.
Io ho scelto di parlare di tre "situazioni periferiche" legate ad altrettanti stemmi della mia zona (il testo è quasi pronto, poi la partecipazione è sempre "salvo imprevisti"). Qui da me la "periferia" non manca. Grazie per l'attenzione.
ps: Prego verificare il valore assoluto dei membri del Comitato Scientifico, senza contare il Patrocinio dell'Académie Internationale D'Héraldique (AIH).






martedì 2 aprile 2019


Stemmario Benacense, Toscolano Maderno (BS), pieve di Sant’Andrea. STEMMA MINIO?

Non mi pare di vedere censito questo stemma in alcuno stemmario da me consultato, nemmeno tra gli incerti o anonimi. Il fatto che tali opere trattino solitamente di armi appartenenti a famiglie di Brescia e dell’attuale sua provincia e non di armi presenti sì sul territorio in questione ma assegnabili a famiglie non bresciane, potrebbe avvalorare l’ipotesi di trovarci di fronte ad uno stemma della famiglia veneziana dei Minio. La presenza dei due pastorali incrociati e accollati dallo scudo potrebbero poi indicare arma vescovile. L’unico vescovo presente in http://www.catholic-hierarchy.org con tale cognome è Domenico Minio, che occupò la carica in Caorle (VE) dal 24 Aprile 1684 al 5 Giugno 1698, data della morte. In realtà altrove si testimonia anche di un altro vescovo Minio, anche lui Domenico e titolare della cattedra di Equilio nel XII secolo, ma ovviamente non può avere alcun rapporto con lo stemma da me qui descritto.

Ringrazio vivamente l’amica Elena Leali per la segnalazione.